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Visita al Centro Ricerche Sismologiche OGS

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A dieci giorni di distanza dal 43° anniversario del terremoto che ha colpito la nostra regione, si è svolto l’appuntamento annuale con il Centro di Ricerca Sismologica di Udine.

A fare tesoro dell’esperienza è stata la mia classe 4 LSA C, che ha potuto vedere da vicino una piccola parte di un esteso e complesso meccanismo, il quale ha come fine primario quello di salvare vite. Il centro è nato proprio in seguito al tragico evento del 1976 e costituisce uno dei tanti nodi di cui si compone la fitta rete di monitoraggio dei territori nord-orientali della nostra penisola. All’epoca dei fatti esisteva solo un sede dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica presso Trieste, insufficiente per poter effettuare misurazioni accurate della posizione dell’epicentro e della magnitudo, che si rivelano cruciali per riuscire a organizzare una risposta tempestiva.

Se è vero che ad oggi i terremoti risultano ancora dei fenomeni non prevedibili, è altrettanto vero che un loro studio approfondito può fornire preziose informazioni che li rendono un nemico meno difficile da affrontare. La disposizione delle faglie, le condizioni del terreno, la morfologia e gli elementi antropici sono variabili la cui indagine è importantissima per determinare le zone più a rischio e predisporre le risposte adeguate all’eventualità di un terremoto. Il Friuli si trova in corrispondenza dell’apice di un’estroflessione della placca africana a contatto con la placca euroasiatica, la zona prealpina della nostra regione, in particolare, è sotto un continuo effetto di compressione, testimoniato dalla misurazione tramite GPS di un movimento della pianura verso nord di 3mm l’anno.

A noi tutti è apparso evidente come molte nozioni di matematica e fisica convergano nella definizione di simili studi e quanto sia importante la formazione scientifica interdisciplinare del nostro Liceo Scienze Applicate.

Classe 4° LSA C

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