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VOLONTARIATO E FORMAZIONE CON LIBERA SUI TERRENI CONFIASCATI ALLE MAFIE

Si è da poco conclusa l'esperienza di volontariato e formazione nel cuore di Palermo, nel quartiere dell'Acquasanta-Ballarò, che ha visto coinvolti 19 studenti di diverse scuole della regione - oltre al Malignani - accompagnati da tre docenti, i proff. Amalia Ellero, Valentina Candusso e Massimo Vuerich.

Nella settimana dall'8 al 14 luglio 2018 abbiamo lavorato nel quartiere di Ballarò per ridare bellezza e dignità ad aree ad uso pubblico abbandonate a se stesse, scoprendo quanto si possa fare 'insieme'. 

Abbiamo anche scoperto come si possa investire sull'integrazione nello spazio multiculturale e polifunzionale di Moltivolti (http://moltivolti.org), realtà nata nel 2014 e gestita da un gruppo di 14 persone provenienti da 8 paesi diversi: Senegal, Zambia, Afghanistan, Bangladesh, Francia, Spagna, Gambia e Italia. Un progetto di comunità intimamente connesso con il quartiere-laboratorio di Ballarò a Palermo, che cresce in equilibrio con il variopinto mercato affollato da vecchi e dai nuovi cittadini, popolato da 15 diverse comunità, dove si parlano ben 25 lingue. Lì abbiamo incontrato anche il regista Jordi Oriola Folch, che ha realizzato in clandestinità un documentario " Fucili o Murales. La lotta non-violenta del popolo saharawi", popolo da oltre quarant'anni in esilio nel deserto nord-africano in attesa di poter rientrare nelle proprie terre occupate abusivamente dal Marocco in quanto ricche di fosfati rocciosi, molto richiesti dalle industrie di detergenti e fertilizzanti ed utilizzati nella produzione di carne e di prodotti da forno. 

Numerose sono state le testimonianze a cui abbiamo assistito. Attraverso le parole del Sindaco, Leoluca Orlando - "Nessun uomo è illegale!" - , dei referenti di Libera Palermo, Lillo Gangi e Gaetano Cascino, di Nicola Teresi, presidente di Emmaus Palermo - Comunita' e Mercatino Solidale dell'Usato -, abbiamo compreso la ricchezza offerta dalla multiculturalità, il valore della corresponsabilità, l'importanza dell'economia circolare, del fare rete e dell'offrire alternative credibili per sconfiggere le mafie. Il procuratore aggiunto di Palermo, Vittorio Teresi, coordinatore del processo sulla Trattativa Stato-Mafia, ci ha fatto comprendere come la controversa connivenza tra mafie, istituzioni e grandi imprenditori abbia in molte occasioni garantito benefici reciproci. 

Gli incontri con la figlia del sindacalista Nicolò Azoti - ucciso dalla mafia nel 1946 perché combatteva per i diritti dei contadini ridotti in schiavitù e povertà -, con la nipote di Paolo Borsellino e la sorella di Nino Agostino, Flora, - tutte accomunate dal fatto che i propri cari non hanno ancora avuto giustizia a causa di depistaggi, connivenze e false testimonianze - hanno, poi, ribadito l'importanza del testimoniare con coraggio, del fare memoria e del portare avanti i valori di giustizia ed eguaglianza sociale. 

Non da ultimo, abbiamo avuto modo di apprezzare la bellezza della città di Palermo - seppur inevitabilmente ricca di contrasti -, nelle sue architetture arabo-normanne (la Cattedrale di Palermo, Santa Caterina, il Duomo di Monreale, ecc ...), nei quartieri ricchi di storia e tradizioni (Ballarò, la Kalsa, Vucciria), e l'accoglienza dei suoi abitanti nei confronti dell'altro, chiunque esso sia. 

Commenti di alcuni degli studenti partecipanti 

L'esperienza del viaggio in Sicilia con Libera è stata unica nel suo genere. Ho passato una settimana di divertimento, lavoro e formazione. L'organizzazione era eccellente, il che ha aiutato a far risaltare le caratteristiche del viaggio. Consiglierei questa esperienza a qualcuno? Sicuramente! E' un modo per crescere interiormente mettendosi in relazione con una realtà che viene spesso stereotipata. Giacomo C

Questa esperienza in Sicilia è stata a dir poco incredibile. Dalle bellissime amicizie che si sono create ai lavori che abbiamo fatto sul territorio. È stata una settimana molto ricca e soprattutto in cui non ci si annoiava nemmeno un secondo, c'era sempre qualcosa da fare e da condividere con gli altri. La cosa che mi è piaciuta di più è la 'visita' presso la comunità Emmaus, l'incontro con Nicola Teresi, di conseguenza la sua storia e lo splendido mercatino dell'usato che abbiamo avuto la fortuna di 'esplorare'. Questa splendida avventura in Sicilia mi ha dato veramente l'opportunità di conoscere persone fantastiche non solo all'interno del nostro gruppo ma anche al di fuori. Lisa G

La scelta di fare un campo per la legalità in uno dei mercati storici di Palermo, Ballarò è stata brillante perché ha permesso a tutti di poter vedere con occhi diversi i fenomeni dell'immigrazione e dell'integrazione a partire dal ristorante multietnico "Moltivolti"; altri esempi sono le grigliate improvvisate di quartiere ogni sera con persone appartenenti ad etnie e culture diverse e i bambini figli di migranti che discutevano in dialetto in modo impeccabile. Tutto questo, accompagnato dal caldo sole siciliano e dalle specialità culinarie tipiche ha permesso al gruppo di legare molto e di lavorare assiduamente vedendo che ci sono realtà ben diverse dalle pubblicità che spesso ci ingannano. Il disagio sociale è molto e si vede, non si possono chiudere gli occhi e la vera forza dei cittadini è stata reagire creando un tessuto sociale dal basso per non subire più soprusi da chi abusa del proprio potere, malvivente o organizzazione criminale quale la mafia ... I temi trattati nel campo sono stati tutti molto interessanti. Marianna P

È stata un'esperienza che mi ha aiutato a capire cosa sta veramente accadendo in nell'Italia sotto il controllo delle mafie e che cosa sia in realtà il problema dell'immigrazione, ma anche quanto sia forte il processo di integrazione. Le mattine di lavoro mi hanno dato molta soddisfazione in quanto mi hanno mostrato quanto un gruppo di persone possa fare, se ne hanno la volontà. Piero P.

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